[Final Fantasy XII] Sotterfugio a volto scoperto

Titolo: Sotterfugio a volto scoperto
Fandom: Final Fantasy XII
Personaggi: Ashelia B’Nargin Dalmasca, Basch von Rosenburg
Parte: 1/1
Rating: R
Parole: 507 (LibreOffice)
Note: NSFW, spoiler sul finale, per il Multifandom Drabble Fest @ it100, sfida #2

Sotterfugio a volto scoperto
Matrimonio combinato con il peggior nemico, ma tanto alla fine sarà amore

«Sposa—» e Ashe ride, i piedi scalzi sulla pietra delle mura impregnate di sabbia e di sole «—di un Giudice Magister» commenta, il vino speziato che ancora le pizzica la punta della lingua, e il Giudice Magister in questione che, omaccione ragazzino sotto il metallo rinforzato, non può fare altro che ridacchiare imbarazzato di rimando. Fermo così, con l’armatura scardinata a pezzi disordinati, la guarda, lui che, a rinascere da dalmasco, si è sradicato di dosso tutto il suo sentire una repubblica e una patria, fino ad avere timore anche soltanto di sfiorare quella principessa fiorita dal deserto (a voler rimodellare una metafora non sua, e francamente orrenda nei suoi connotati originari).
Qualcosa, di quella ragazzina, s’è irrimediabilmente perduto: negli abiti nuziali che stavolta hanno cucito per lei, manca l’innocenza tutta dalmasca della pelle nuda e dell’oro intessuto nei veli. Stavolta, steso sotto di loro, un ampio mantello su cui si apre una distesa di gigli. Vi si interseca l’emblema di Archadia – un dettaglio che ha indignato anche le sarte, a dire il vero. In silenzio, Basch ne carezza uno con la punta di un indice, scegliendolo nella curva di quel braccio coperto di drappeggi bianchi.
«Gli ospiti sono tutti distratti dai cembali, mio signore,» lo punzecchia, con il volto serio di quando fa proclami e il riso di quando nessuno può vederla «potete smettere di fingere di odiarmi.»
Basch inarca un sopracciglio.
«Datemi qualche ora per riassettare i paletti del mio personale protocollo!»
Due grandi occhi azzurri lo fissano in un battito di ciglia perplesso, come se Ashe lo guardasse davvero per la prima volta, sollevando le dita guantate sul velo di barba che si è lasciato quella mattina – per ricordarsi chi è, fondamentalmente.
«Avreste davvero lasciato che Lord Larsa mi sposasse, se non fosse stato ancora un bambino?» chiede, indugiando con l’indice sul contorno delle sue labbra.
«No.»
Bugia.
La sillaba sfiora la trasparenza della stoffa, e Basch morde via la seta dalla sua mano, baciando le dita al disotto. È già molto più di quanto si sia mai permesso, e, quando Ashe si sporge a solleticargli la bocca con una mezza presa in giro, le parole s’intrecciano in un groviglio inestricabile sulla punta della sua lingua.
In un piacevole moto d’istinto, vi succhia via la certezza di aver bevuto lo stesso vino, e lascia che le sue carezze allentino ciò che gli è rimasto addosso, levigando l’arabesco rosso che l’intarsio gli ha impresso sulla pelle.
Del corpo di adolescente stretto in una vecchia tenuta da battaglia Basch non conosce niente: adesso, tuttavia, ne percepisce il contorno in uno strofinio morbido di carne e merletto come a seguire la scia di un vecchio ricordo. Ne dipana il filo con i baci che s’incurvano sotto la gola, nell’incrocio dei nastri che chiudono il corpetto, sulla linea ancora tenue e bambina dell’ombelico, oltre l’orlo delle sue gonne. La sente inarcarsi in un sussulto mentre lo chiude nella stretta delle ginocchia, chiamandolo a mezza voce con un nome che non esiste più: testimone, soltanto il vento.

~

A/N 22 giugno 2011, ore 2:37. Rivoltare cliché, porneggiare e limare il tutto in 500 parole secche, noi possiamo, e pure con la benedizione della Crim! Sfida del MDF, tu sarai la mia morte. So che fingere davanti a un pubblico che Basch sia Gabranth è un po’ barare, ma come altro avrei potuto metterla? XDDD È incredibile, poi, il modo in cui, ogni volta che caccio la nozione assolutamente canon di come quest’uomo abbia paura anche solo a patpattarla, finisce sempre che costui mi fa cose turche a cielo aperto, ma si può?? XDDDDD.

Juuhachi Go.

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