[Ace Attorney: Trials and Tribulations] Your solid ground

Titolo: Your solid ground
Fandom: Ace Attorney: Trials and Tribulations
Personaggi: Miles Edgeworth, Phoenix Wright
Parte: 1/1
Rating: G
Parole: 549 (LibreOffice)
Note: omosessualità, vago crack, I guess? Il prompt è ad opera di Crimsontriforce

Your solid ground
Fandom a tua scelta, “Non vuoi sentirmi sincero/a su questo e nemmeno su tutto il resto”

«Tu non hai appena provato a scassinare il tonno con un paio di pinzette.»
In tutta risposta, Phoenix aggrottò le sopracciglia, fissando la linguetta di metallo ancora appesa a un dito.
«Beh, mi spezza il cuore doverti deludere.»
«Santo Dio, prendi una forchetta,» gli fece Edgeworth, quasi piangendo «quando fai questo tipo di cose mi irriti!»
«Cioè sempre?» sospirò lui, rassegnato.
«Cioè sempre,» ruggì Miles, strappandogli di mano la scatoletta, scardinandola con due rebbi che nemmeno un rapinatore, e versando il tonno nel soffritto di cipolla.
«E quindi in Europa è questo che mangia lo studente universitario medio senza un soldo?»
«Così parrebbe,» borbottò lui, intento a mescolare il tutto con una paletta.
«Lo prendo come un attacco diretto al mio status sociale» protestò Phoenix, mentre il bastardo ghignava sotto i baffi.
«Guarda che viene buona, malfidato. Tieni d’occhio la pasta, se scuoce Maya chi la sente poi!»
«Io!» gesticolò lui, fissando la pasta con aria sempre più scettica «E comunque non temere, avrà comunque tutto il tempo di spazzolare le bruschette!»
Edgeworth sorrise.
«Beh, dicono che la Tecnica Segreta della famiglia Kurain consumi un sacco di energie…»
Phoenix scrollò le spalle.
«Sarà una cosa culturale, ma non stare tanto a difenderla, mi toccherà chiedere un mutuo per tutte le volte che viene a trovarmi e faccio la spesa!»
«Ma quanto siamo suscettibili stasera!»
Phoenix rise, e per un attimo l’unico rumore in cucina fu quello della pasta intenta a bollire.
«… Immagino che non dovrò dire a Maya che dal processo sei diventato un avido esploratore dell’occulto, e che hai letto i tarocchi a tutta la Procura?»
«Non a tutta la Procura, serpe!» si lanciò Edgeworth, strozzandosi con una pennetta mentre agitava la paletta di legno, schizzando acqua salata qua e là «A Gumshoe, perché mi ha preso per esasperazione, e–»
«E a me, per dimostrarmi che un buon procuratore impara a seguire altro oltre alla ragione?» disse placidamente Phoenix, affettando i cetrioli col piglio serafico del cuoco senza pensieri, ignaro – o forse consapevole, vallo a capire – del fatto che Edgeworth gli stava fissando i tagli sui polpastrelli che si era procurato nell’ultimo quarto d’ora.
«Alla fine ha imparato la tecnica, ne deduco?» Phoenix sorride.
«Senti un po’, Deduco, tu devi smetterla di mettergli idee in testa, se non si trattasse di me sarebbe già stato licenziato!»
«Ma se non si trattasse di te… dove starebbe il divertimento, mi domando!»
«Un’altra parola e The Avengers lo guardi da solo, col commento di Maya che si lamenta perché ‘Ommioddio che vecchiume, come fate?!’»
«… Tanto lo sanno tutti che senza di noi non sapresti nemmeno infilarti i calzini, Miles!»
«Chissà…» fece lui, e lo salvò il suono del campanello (e di Maya che, per rimarcare il concetto a sufficienza, stava usurando il povero battente della porta d’ingresso, piazzato lì a scopo puramente decorativo, dannazione, serviva un cartello in occasioni come questa).
Certo era che, senza di loro, era probabile che non avrebbe neppure avuto voglia sufficiente di infilarsi i calzini, scendere dal letto e riporre un minimo sindacale di fiducia nel genere umano.
Cosa che, ovviamente, si sarebbe portato nella tomba.
Ammesso e non concesso che quella palla al piede di avvocato non ne nutrisse già un vago sospetto.
E, preparandosi ormai all’abbraccio a propulsione di Maya, sorrise.

~

A/N 5 giugno 2012, ore 0:48. Riprendere a scrivere (a caso, se non si fosse capito) perché la Crim ti prompta, son belle cose. Il titolo è una citazione da una canzone di Sarah McLachlan, ricordassi quale però… XDD.

Juuhachi Go.

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