[Cardcaptor Sakura] Ed io ti lascio il cuore

Titolo: Ed io ti lascio il cuore
Fandom: Cardcaptor Sakura
Personaggi: Sonomi, Nadeshiko
Parte: 1/1
Rating: G
Parole: 353 (LibreOffice)
Note: omosessualità, angst

Ed io ti lascio il cuore

Il giorno del suo matrimonio, è Sonomi ad aggiustarle il vestito da sposa davanti allo specchio. Indugia con le dita sul merletto che orla la scollatura, sforzandosi di farlo star dritto in una linea uniforme.
Nadeshiko la osserva con un sorriso appena sfumato sulle labbra, da cui sua cugina distoglie gli occhi come se vi avesse letto un rimprovero. Sonomi si china appena, per ridare volume alle balze d’organza, poi guarda il suo operato con una ruga quasi impercettibile fra le sopracciglia (c’è ancora qualcosa da fare? c’è ancora qualcosa che può fare?). Il velo giace poggiato su una testa di gesso sul tavolo più largo, un intreccio di fiori e perle e merletto e tulle, un velo da imperatrice – non resta che incoronarla.
Il giorno del suo matrimonio, Nadeshiko guarda Sonomi che le aggiusta il vestito allo specchio per lunghi minuti, nel tentativo di lisciare pieghe inesistenti. Guarda i suoi occhi, che non le sono mai sembrati tanto neri, come se la pupilla ne avesse inghiottito ogni briciola di colore, e guarda le sue piccole dita appoggiarsi su una sua spalla in un tocco che sembra un palpito d’ali, quando invece sono solo le sue mani che tremano. La mano libera le sposta la cortina di lunghi riccioli scuri dal collo – la punta del naso di sua cugina è gelida e lo tocca appena, come se non osasse, ma le labbra che lo sfiorano appena bruciano di una febbre secca e mai esplosa, salgono ad annodarsi sotto l’orecchio e nella cortina di boccoli perfettamente inanellati.
Il giorno del matrimonio di Nadeshiko, Sonomi si sente leggera e ubriaca del proprio veleno, mentre l’aiuta davanti allo specchio ad aggiustare un vestito che strapperebbe a morsi dalla sua sagometta d’uccellino.
«Nessuno ti amerà mai quanto ti amo io,» mormorano le sue labbra, in un mezzo, silenzioso respiro «e tu lo sai.»
Ma non ha il coraggio di guardarla in faccia – spia l’attaccatura della gonna ancora una volta; un bottoncino foderato di seta è uscito dall’asola. Lo chiude al terzo tentativo.
«Grazie,» dice Nadeshiko in un soffio.
Ma è già sola, nel vuoto ovale dello specchio.

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