[Romeo e Giulietta] Cetera desunt

Titolo: Cetera desunt
Fandom: Romeo e Giulietta
Personaggi: Giulietta Capuleti
Parte: 1/1
Rating: G
Conteggio Parole: 635 (LibreOffice)
Note: what if

Cetera desunt

L’adorazione silenziosa, nel cuore gelido e nero della notte, nell’odore greve d’incenso, a pregare più col cuore che con la bocca, perché sussurri più vicina a Dio che a me stessa. Il chiarore dell’aurora è ancora lontano, e quale aurora spanderà davvero la luce del mattino imperlato di rugiada, se le reliquie dell’amor mio sono sprofondate nell’umido buio della terra, la terra gelosa, che ha chiuso in seno il più prezioso dei miei tesori?
Fa freddo: in un lieve fremito, l’intensità della mia preghiera viene meno. Ho dato via tutto, persino quel poco che il mio vecchio padre mi ha permesso di tenere. E dov’è Giulietta? Addirittura il mio stesso nome non è più mio. Che si sia ritirato dietro le buie cortine che celano il mio Romeo? Almeno lui, nel brillare discreto della sera, poggia un bacio di trepida amante sulle stelle più rilucenti del firmamento; sa che sono la scia splendente del suo respiro, ne conosce a memoria la dolcezza, come lo scolaro diligente conosce la propria poesia e, allo stesso modo in cui i versi si sovrappongono docili l’uno sull’altro, così il ricordo del mio signore muta e, ogni volta più nitido, sempre così dolcemente doloroso, sorride a questa Giulietta che non è Giulietta. Lei resta accovacciata, sopita, sul fondo del mio animo, nastri di seta nei capelli, le labbra serene della più gaia delle spose, respirando una primavera che ha perduto, nella vana attesa di quella diletta mano che la sollevi dalle fredde coltri; ma il drappo che mi copre non nasconde l’antica chioma, ove le adorate dita hanno poggiato innamorate carezze: oltre la rude stoffa, solo l’umiltà del collo nudo, che pur non ha dimenticato la casta lusinga di Amore.
È notte, eppure sono già stanca del novello giorno. Un raggio di luna spiove leggero, tinto dei colori di una vetrata, sulle mie orazioni, un luccichio gradevole e incostante, che disdegna i monastici impegni, e, spergiura ancella! spia con occhio pettegolo le promesse degli amanti. Fugge via dal mio ruvido velo di penitenza, trista messaggera del destino mio sfortunato, e a me resta la pace in questa preghiera che non avrà mai fine. Giungo le palme ad invitare su di me la divina grazia, la tenue luminescenza della felice contemplazione.
Di nuovo, nel cielo, io lo cerco.
Dimmi, o mio Signore, se almeno un briciolo della mia venerazione sarà destinato alla dolce idolatria che fu.
Ai tuoi piedi ho deposto il tempo dei giochi, la letizia dell’avvenire, l’identità e la volontà, e nascondo ora nella tonaca la gioventù che ben volentieri il padre mio avrebbe convolato ad altre nozze… ma quale sposa avrebbe ardito a nascondere in altre pareti il lutto per quel marito tanto amato, che la morte ha rapito per sé, come la più capricciosa delle fanciulle?
Non io. La fredda pietra della mia cella è ora il mio talamo, e nel lavoro è oggi la mia libertà, giaculatorie esangui ammonticchiate durante giorni di pioggia sono l’unico conforto che mi è concesso.
In quale parte del cielo Romeo rifulge e mi osserva? Fino alla morte voglio i miei occhi fermi a fissare quel lembo di azzurro irraggiungibile, finché qualche creatura non ne abbia a pietà! O magari mi basterebbe dischiudere l’armadio dove l’abito della festa, nella casa d’infanzia, è tenuto chiuso, permeato dell’odore di una sera d’Agosto, del tintinnare di mille campanelli, di giravolte di visi stravolti nella contentezza della danza? Sei ancora lì, Romeo, mia soave immagine impressa nell’aria, appoggiato sul broccato come una farfalla, e aspetti il giorno in cui la notte mi restituirà a te? Chiamami Giulietta, e allora lei ti risponderà, ché di nuovo la lingua riacquisterà il nome, nuovamente il ballo renderà leggiadri i suoi piedi, da labbra attingerai con le labbra, e baci saranno le nostre preghiere.
Solo gioia, nell’aria del mattino.

~

A/N: 12 Febbraio 2006, 16:29. (-» Nota scritta alle 20:33, dopo Brokeback Mountain al cinema XD) Ho dissacrato una delle mie Bibbie XD, date la colpa al film di Zeffirelli e al viso della Hussey XD. E’ corta perché è venuta fuori molto diversa da come credevo, così l’ho interrotta prima che prendesse a girare in tondo. Niente, XD è Giulietta che sopravvive a Romeo. Violazione maxima! E grazie a Michiru, che è stata sempre pronta a sostenere il contrario ^_^!

Juuhachi Go.

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