[X] At the end of this burning world

Titolo: At the end of this burning world
Fandom: X
Personaggi: Subaru Sumeragi, Seishiro Sakurazuka
Parte: 1/1
Rating: PG13
Parole: 481 (Word 2019)
Note: per il Writober 2020; omosessualità, angst, spoiler sul volume 16 con what if causa variatio adolescenziale uccidetemi, vi prego

At the end of this burning world
[Writober 2020] #16 – Bacio

«La cenere ti cadrà sulla mano.»
È lui, però, a bruciarsi. Quando Seishiro-san avvolge la mano nella sua, spuntato dalle prime ombre della sera come un’apparizione, tutto il sangue gli sparisce nelle pieghe più profonde del cuore, lasciandolo bianco e molle fra le sue mani, come un oggetto inanimato.
«Ti preoccupi per me? Gentile e premuroso come sempre, eh?» si sorprende lui, ridendo una risata di baritono, piena d’agio, che vibra contro la sua schiena, quasi ad invitarlo al cedimento.
La consapevolezza lo fa allontanare in un riflesso animale, una scossa elettrice più veloce di ogni suo pensiero: il tempo delle illusioni è finito da un pezzo.
«No, sono cambiato» gli risponde, in un refolo acre di tabacco. Per un secondo, ha addirittura l’impressione che Seishiro-san pieghi appena le labbra, sorpreso da quella sfumatura che non gli appartiene, quasi sembra vedere in lui un avversario.
«… e sei tu ad aver determinato la mia trasformazione…» misura i rintocchi di ogni centimetro della propria carne, mentre Seishiro-san gli prende con noncuranza la sigaretta dalle dita, come a voler sottrarre un giocattolo da adulti a un ragazzino troppo giovane. Se la appoggia sulle labbra, sull’impronta della sua bocca, mentre la mano, fresca d’omicidio, gocciola sangue su tutto l’asfalto.
«… anche se a te, di questo, non importerà nulla.»
Ed è vero: per la prima volta, con chiarezza persino maggiore rispetto a quando l’ha visto uccidere Hokuto-chan, è certo, guardando il suo sorrisetto compassato dietro agli occhiali da sole, che non c’è niente che possa fare per toccarlo, per lasciare un segno dentro di lui.
Vorrebbe vomitare insulti alla mano sporca che lo irride, strapparsi di dosso le bende per dirgli guardami guardami guardami è questo che è rimasto, ma gli si incastra tutto in gola.
Quando lo afferra per la faccia con tutte e due le mani, col gesto di chi lo strangolerebbe, la sorpresa la vede, di sbiego, sotto le lenti: nemmeno lui si sarebbe aspettato di spalancargli la bocca con rabbia, a cercargli l’anima con la lingua e con i denti, sapendo, i pugni stretti attorno al colletto della sua camicia, che non c’è niente da cercare. Per un momento, quando Seishiro-san se lo strattona addosso, Subaru nutre la speranza che gliele metta lui, le mani al collo, per spremergli la vita dagli occhi come polpa di un frutto. Lui, però, si limita a rigargli le guance di sangue non suo, prendendogli il viso fra le mani e rispondendo al bacio con l’abbandono di chi ha passato tutta la vita ad imitare quella degli altri.
Dimenticata come una meteora, la sigaretta cade fra i tacchi delle loro scarpe e si spegne in un solo filo di fumo.
Basterebbe un attimo, uno solo ancora, e, mentre lo pensa, però, Subaru avverte la stella della kekkai che è già magia vera fra le cinque punte delle dita.
In fondo, è tutto già finito.

~

A/N. 17 ottobre 2020, 23:25. Questa arriva in ritardo con estremo rammarico, causa stanchezza. Il 16 ottobre 2004, cosa che ho annotato con orgoglio su tutti i diari della mia adolescenza, andavo a comprare in edicola il volume 16 di X, dopo essere stata a letto due settimane con la bronchite e aver mandato mia madre in avanscoperta, invano, per giorni. Ricordo di aver abbracciato l’edicolante – di un’edicola che ha chiuso qualche anno fa, per far posto a un negozio di vestiti – e di essermi messa a leggere su una panchina, con la mia amica (con cui ho finalmente tagliato i ponti anni fa). Ero spoilerata, e ricordo che mi tremavano le mani. Avevo quattordici anni, mio padre sarebbe morto una settimana dopo: forse, il motivo per cui ricordo ancora tanti dettagli di quel giorno è perché quello fu l’ultimo in cui mi sentii davvero la ragazzina che ero. Dopo, si è aperto uno spartiacque, e di recente se ne è aperto un altro ancora… con un prompt del genere, previsto per il 16 ottobre, quindi, non potevo che rifilarvi il filmino adolescenziale che ho riavvolto nella mia testa per anni e anni… le CLAMP hanno un sacco di colpe, è vero, ma certe volte mi torna in mente quello che mi hanno regalato, e quello cui mi hanno fatto sfuggire, grazie a Seishiro e Subaru, e mi trovo, ancora una volta, a doverle ringraziare con riluttanza.

Juuhachi Go.

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